COMMITTENTE
Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili – Provveditorato OO.PP. Lombardia-Emilia Romagna
PERIODO
2021-2024
LUOGO
Piazza Roosevelt a Bologna
IMPORTO LAVORI
1.180.560,21 €
INCARICO e PROFESSIONISTI INCARICATI – RTP
Direzione Lavori e redazione delle Varianti – Ing. Arch. Valeria Virgili (Capogruppo)
C.S.E. – Ing. Sara Zanella (Mandante)
Assistente alla D.L. – Ing. Mickael Rizzato (Mandante giovane professionista)
L’intervento di restauro recentemente concluso ha interessato ogni elemento costituente la facciata, dalle cortine laterizie agli elementi in arenaria, dai corpi illuminanti ai cornicioni, dalle inferriate ai portoni lignei.
L’incarico conferito ha previsto la Direzione Lavori di un progetto esecutivo elaborato da un altro professionista, e l’elaborazione di tutte le varianti che si sono rese necessarie, essendo emersa la necessità di apportare numerose modifiche.
Vista la rilevanza dell’edificio e la complessità della facciata, si è proceduto preventivamente a estese campagne di indagini ed esami di laboratorio per individuare i materiali costituenti la facciata e approfondirne la conoscenza in vista degli interventi da eseguire.
Si è così potuto appurare che la facciata, apparentemente costituita “solo” di arenaria e laterizio, secondo la tradizione bolognese, ha in realtà una composizione più complessa, con utilizzo di materiali meno “nobili” (cemento, legno, gesso o laterizio ricoperto da intonaco) a simulare la pietra.
In generale si può dire che le condizioni della parte porticata erano generalmente peggiori, soprattutto riguardo lo stato delle arenarie e le condizioni delle cortine laterizie del sottoportico.
Rilevanti per la definizione operativa dell’intervento, sono state le ulteriori ricerche di archivio, che hanno documentato gli interventi di restauro precedenti, risalenti agli anni ’80 e al 2000; questo ha permesso di comprendere meglio alcune problematiche e ha orientato le scelte esecutive.
PULITURA
Per laterizio e arenaria non degradata la pulitura ha previsto – dopo parecchie prove in situ – l’uso di idrosabbiatrice con ugello rotante rotante, realizzata rigorosamente da restauratori abilitati, che ha portato risultati molto soddisfacenti senza arrecare danni alle superfici. Soprattutto nel sottoportico, dove la situazione dei mattoni era molto compromessa, e in caso di croste nere localizzate, si è fatto ricorso a impacchi con carbonato di ammonio.
Sul laterizio l’idrosabbiatura ha permesso di rimuovere patine violacee ascrivibili a vecchi trattamenti protettivi alterati. Ne è emersa una cortina laterizia che si è scelto di lasciare il più possibile “a vista”, limitando gli interventi di ritocco pittorico allo stretto indispensabile.
Più complessa si è rivelata la situazione nel sottoportico, la cui cortina muraria presentava in molte zone residui di trattamenti (anche oleosi) applicati nei precedenti restauri che hanno creato macchie e discromie.
Si è pertanto proceduto a puliture localizzate con impacchi – in alcuni casi ripetuti – nelle aree più scure del sottoportico, ottenendo buoni risultati; riportando quindi i piani di fondo ad una condizione di buona omogeneità. Avendo ottenuto generalmente un livello di pulitura molto buono in tutto il sottoportico, è stato possibile lasciare a vista tutte le superfici laterizie, salvo alcune zone molto limitate
ARENARIE
Sulle superfici di arenaria, nella parte porticata, si è rilevata la “presenza di uno strato superficiale (film), di consistenza “gommosa”, che, fratturandosi e lacerandosi diffusamente, ha lasciato penetrare acqua piovana (acida) e l’ha trattenuta creando “sacche”, che hanno accelerato i processi disgregativi.
Le parti (o in alcuni casi gli elementi) di arenaria del tutto irrecuperabili, che avevano perso completamente la loro funzionalità, sono state sostituite con nuovi elementi di arenaria, realizzati su modello degli esistenti e leggermente semplificati nel modellato.
Vista la situazione di generalizzato degrado, si è dovuto procedere ad estesi interventi di stuccatura e microstuccatura, per ridare continuità alle superfici, evitando i ristagni d’acqua e per garantire, almeno sommariamente, una corretta lettura dell’elemento lapideo, che spesso aveva perso completamente il modellato anche nelle sue linee principali. La ricostruzione non si è spinta ad una totale reintegrazione dei modellati, ma ci si è limitati a proteggere accuratamente le superfici, in modo da arrestarne (per quanto possibile) il degrado, e a reintegrare il partito architettonico solo il minimo necessario per restituirgli leggibilità.
Riguardo la presentazione estetica finale, si è proceduto alla tonalizzazione dell’arenaria solo ove necessario (anche se le aree trattate sono senz’altro più numerose di quelle rimaste a vista, considerando anche la presenza di litotipi diversi).
CORNICIONI
Decisamente impegnativo è stato il restauro dei cornicioni, molto differenti tra loro per quanto riguarda i materiali costitutivi, ma che – a restauro finito – avrebbero dovuto simulare tutti l’arenaria, conformemente ai criteri compositivi della facciata.
Nella parte non porticata il cornicione è in arenaria con rosoni in legno.
Nella parte porticata il cornicione – ricomposto presumibilmente nel secondo dopoguerra sul modello precedente e fissato su una struttura “moderna” di esili elementi metallici e tavelloni – è in legno, con rosoni in gesso o misti in legno-gesso, quasi tutti in sostituzione di elementi originariamente lignei. I rosoni di questo tratto versavano in condizioni pessime, con gravi problemi a garantire la sicurezza. Pertanto, dopo lunghe ed attente valutazioni, si è pensato di mantenere solo quelli “recuperabili”, presidiandoli con reti; le parti lignee del cornicione, anch’esse fortemente degradate, sono state attentamente restaurate.
Sono state rimosse e sostituite le parti lignee ammalorate non più recuperabili con legname stagionato della stessa essenza dell’esistente, opportunamente sagomato (se modanato). Le lesioni delle parti lignee sono state riempite quasi integralmente con inserti in legno, e ove non possibile con stuccature.
L’operazione si è conclusa con la stesura di più mani di cementite e la completa ridipintura di tutti gli elementi di questo tratto di cornicione a finta arenaria, conferendo omogeneità di aspetto.
PROTEZIONE
Per conferire una maggiore durabilità all’intervento, si è conclusa l’opera con la stesura sulle cortine laterizie e sugli elementi in arenaria e sui cornicioni di un protettivo finale ai silani/silossani, salvo per la prima fascia fino a 3 m. da terra, su cui è stato applicato un protettivo antigraffito.